Impariamo a gestire lo stress

Nell’ambito della psicologia della salute, numerosi sono stati i tentativi di identificare le più funzionali tecniche di gestione dello stress, che vengono fatte rientrare sotto due principali categorie: comportamentali e cognitive.

Tra le tecniche comportamentali:
Sport: è dimostrato che chi è regolarmente impegnato in attività aerobiche presenta un battito cardiaco e una pressione sanguigna più bassi in risposta alle situazioni stressanti.
Meditazione: induce il rilassamento, portando ad un abbassamento della velocità respiratoria e al rallentamento del battito.
Training di rilassamento: si tratta di tecniche guidate, con lo scopo di rilassare profondamente i muscoli, rallentare e focalizzare i pensieri.
Biofeedback: una certa funzione corporea, non completamente conscia (come la tensione muscolare, la frequenza cardiaca o la temperatura cutanea) viene rilevata e monitorata tramite l’uso di elettrodi applicati sulla pelle, in modo da poter adottare strategie di gestione adattive per controllare in modo volontario la funzione monitorata.

La terapia cognitiva, invece, aiuta le persone ad identificare i tipi di situazioni stressanti che producono sintomi fisiologici ed emotivi, e modificare il modo in cui si affrontano queste situazioni (es,. in caso di cefalea può essere utile tenere un diario di automonitoraggio in cui si valuta la gravità delle emicranie e la situazione, tanto che possono emergere relazioni tra variabili comportamentali, emotive e fisiologiche). Il secondo passo è quello di identificare le aspettative e credenze che potrebbero spiegare le reazioni responsabili dei sintomi; il terzo passo è quello di cercare il cambiamento della situazione, del modo di pensare ad essa e del comportamento.

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Stress: conosci il tuo nemico

Oggi più che mai si sente costantemente parlare di stress, persone stressate o di uno stile di vita stressante, e mai come negli ultimi anni assistiamo ad un crescente susseguirsi di campagne pubblicitarie che puntano proprio sulla riduzione dello stress, sull’esigenza di rilassarsi e di trovare un momento per noi stessi, liberi dalle preoccupazioni. Senza dubbio lo stress è una costante nella vita moderna, nella quasi totalità degli individui. I fattori stressanti o stressor (le scadenze lavorative, i ritmi frenetici, le preoccupazioni riguardo a famiglia e figli, ecc..) sono sempre più parte integrante della nostra vita quotidiana, e attivano uno stato di allerta nell’organismo, necessario per gestirli e affrontarli.

Il concetto di stress, fu introdotto dal canadese Hans Selye, secondo cui esso rappresenta l’esito di una situazione conflittuale tra uno stimolo esterno (stressor) e la risposta dell’organismo. Lo stress è quindi una naturale reazione del nostro corpo e della nostra mente ad una situazione che è percepita, anche solo temporaneamente, come complessa e difficile da controllare. Bisogna però distinguere tra eustress e distress. Con il termine Eustress si intende un livello di stress minimo e gestibile con le risorse a nostra disposizione, che attiva le nostre azioni, ci motiva e ci dirige verso la realizzazione dei nostri. Distress indica invece uno stress difficilmente gestibile a causa della mancanza di risorse per fronteggiarlo (ad es., strategie, competenze, energia). La persistenza dello stressor non gestito tiene l’organismo in continua attivazione, con conseguente aumento dello stato ansioso.

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