Attento a come parli, la mente ascolta!

Il linguaggio può ferire, siamo tutti d’accordo su questo..
Ma ne siamo davvero convinti anche quando il linguaggio “incriminato” è quello rivolto verso se stessi?

Certe parole, da sole, sono in grado di suscitare sentimenti negativi e reazioni emotive forti (es. ansia). Un esempio?

“Non ce la farò mai, è impossibile. Non ci è mai riuscito nessuno, perchè mai dovrei essere in grado io, un fallito.. Però sarebbe davvero terribile per me non farcela, un altro fallimento che si aggiunge alla lista infinita..”

Come vi sentite leggendo questa frase? Sicuramente non al settimo cielo..

Le parole, dette o pensate, hanno un immenso potere: possono esprimere fiducia, orgoglio, passione, gioia.. ma possono altresì ferire, giudicare, bloccare, scoraggiare. Quando parole con queste connotazioni arrivano dagli altri, è più semplice comprenderne l’impatto negativo sul nostro umore. Siamo invece meno propensi ad analizzare le parole che rivolgiamo a noi stessi, che hanno un impatto ancor maggiore.

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