Ansia, cinque metodi per NON combatterla

Il titolo appare strano e insolito, lo so, ma questo articolo vuole sottolineare proprio ciò che ricerche ed esperienze cliniche di chi ha anni di attività in questo campo hanno dimostrato non essere efficace nel trattamento dell’ansia.

1. Evitare ciò che spaventa. Pare un controsenso, vero? Per chi ha paura di ragni e serpenti appare più che naturale stare lontani da queste creature. Persino chi non teme determinate situazioni vi suggerirebbe di starne alla larga il più possibile per eliminare il disagio. Evitare però, porta all’allontanamento della fonte di disagio, non all’eliminazione dello stesso. Non si risolve la paura degli ascensori semplicemente evitando di prenderne uno. Questo comportamento condiziona invece la vita di chi li teme, si diventa schiavi della paura. Inoltre, evitare, spesso diventa un’abitudine: “se evitare ha funzionato una volta con una determinata paura, allora funzionerà benissimo anche con quest’altra“. Inoltre l’evitamento, sul lungo periodo, favorisce l’ansia anziché eliminarla. Questo perché l’atto di evitare favorisce la convinzione che l’oggetto di evitamento sia davvero temibile e pericoloso.

2. Lamentarsi passivamente. Sfogarsi e parlare con una persona cara delle proprie paure, delle ansie e delle proprie emozioni è un’ottima strategia. Condividere le preoccupazioni è estremamente utile nella riduzione dell’ansia e consente di ottenere sostegno e di avere un diverso punto di vista sulla situazione. Ciò che invece non conduce ad un cambiamento significativo è compiangersi passivamente della disgrazia capitata, sperando di poterne uscire semplicemente lamentandosi, senza prendersi la responsabilità e l’impegno di riprendere in mano la propria vita. Inoltre, scegliere la via delle lamentele fini a se stesse, contribuisce a creare una visione distorta e negativista della propria vita, impedendo di vedere ciò che di bello circonda la giornata o possibili strategie risolutive.

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